Che siano bug non ne sono certo, però c’è un problema nei toggle sia nel wallwalking che nello sprint.
Soluzione: resettarli, impostando a mano al valore 1
cg_wwToggle
cg_sprintToggle

 

Per varie ragioni ho dovuto travasare i dati da un disco all’altro. In realtà ho il controller sata sulla mobo che è difettato e mi da non poche noie, è successo che l’altro giorno proprio non voleva sapere di bootarmi il sistema da sata così ho deciso di travasare i dati su un vecchio ide (nel frattempo avevo reinserito pata tra gli hooks in mkinitcpio per avere root su ide).
Quindi impostato nel bios di prendere prima ide e poi sata e collegato il disco ide, accendo e booto la live (qui avevo la 2008 06) che mi vede sda disco ide di destinazione, ed sdb disco di origine.
Con il setup di arch creo le partizioni, 15 giga di root in cima, 1 giga di swap alla fine e tutta la home in mezzo, quindi esco senza completare. Dopodicché:
mkdir /mnt/old
mkdir /mnt/new
mount /dev/sda1 new
mount /dev/sdb1 old
cd /mnt/old
cp -axv ./ /mnt/new

Ripetuto lo stesso con la home resta da installare grub in sda (o hd0) per metterlo in mbr. Da live scazza, quindi smonto /mnt/old e chrooto /mnt/new per installare grub:
umount /mnt/old
mount -o bind /dev /mnt/new/dev
mount -o bind /proc /mnt/new/proc
chroot /mnt/new
source /etc/profile
grub-install /dev/sda

Correggo le partizioni in fstab e menu.lst di grub, quindi esco da chroot smonto e reboot.
Al riavvio mi diceva l’ultimo mount è stato fatto nel futuro control d o dammi la password del root per agire, all’inizio davo control d ma al riavvio avevo la stessa schermata ed il blocco al check, ho rebootato la live per fare il check a mano. Fixo booto il disco fisso ma ancora e ancora la schermata ed il check che non supera per colpa del mount nel futuro. Quindi cosa faccio, siccome in layout us è dura scrivere una password con caratteri ascii ho spostato l’ora del bios di un anno avanti ho bootato di nuovo è partita l’installazione da disco fisso ho cambiato la password del root usando solo lettere (ed ho impostato localtime in su HARDWARECLOCK in rc.conf perché usavo UTC), ho spento ho regolato la data nel bios ed ho rebootato. Alla solita schermata del check fallito ho dato la password del root evvia check a mano sia su root che home (entrambe ext3) ed è andato a buon fine.
Dall’installazione avviata ho dato un pacworld per correggere eventuali programmi con file corrotti (e ce n’erano) per correggere gli errori nella copia dell’installazione.

Bòn, questo è quanto. Saluti.

 

Da considerare deprecata la pagina su googlepage, ckit è tornato a casa e lo ospito direttamente io qui.
Sistemate cosucce ed introdotta la versione. È in prova da una settimana rispetto alle ultime funzioni aggiunte e pare vada bene, posso dire che si può iniziare a pensare alla fusione con repoman.

Come non saprete, ckit è un lavoro sperimentale quasi una scommessa che io ho fatto con delle idee che avevo e che ho maturato durante lo sviluppo di repoman, ma che ho iniziato a mettere in pratica senza alcun traguardo od ambizione nei momenti morti. Con il tempo l’idea si è raffinata fino a diventare senza nessuna aspettativa, un bello scriptino funzionale e pulito, imho nella filosofia arciera. È un progetto nato per morire però, nel caso fosse andato bene si avrebbe potuto iniziare a parlare di fusione con repoman, nel caso fosse andato male sarebbe rimasto li e cancellato.

Perché non fate domani la fusione? La risposta è semplice, ckit ha forse troppe interfacce pubbliche, siccome non ho tanto tempo da dedicargli e non mi sono mai messo con carta e penna a perdere le giornate per capire come migliorargli l’usabilità lato utente (certo sempre utente-sviluppatore non utente-utonto), lo studio durante l’utilizzo cercando di capire se questo lo facessi così come verrebbe? Vi dirò di più questo script è stato fatto praticamente a runtime, tutte le sue funzioni sono state scritte un minuto prima di usarlo e anche durante, e poi raffinate nei giorni successivi con correzzioni semantiche e pulizia del codice. Sapete benissimo che in bash puoi fare una cosa in mille mila maniere e c’è sempre una strada più pulita per fare qualunque cosa, bisogna solo mettersi a pensare un pò. È questo il lavoro che faccio quando dico “lo tengo in prova per una settimana”, altro non è che guardare il codice e farsi venire idee su come si potrebbe migliorare, sempre nei momenti morti che può essere mezz’ora la mattina dopo le 12 oppure un’oretta la sera dopo le 8, a seconda che abbia allenamenti di boxe o no. Dico questo per giustificare la qualità e la lentezza nello sviluppo.

Detto ciò penso che il post sia completo, dalla pagina del progetto su deelab c’è qualche altra spegazioncina. Se notate strafalcioni di inglese datemi voce, avevo chiesto ad alcuni amici di darci una letta ma pare che stavolta nessuno abbia avuto tempo libero (il che rispecchia esattamente le mie richieste).

 

Da una settimana il sito deelab.org è cambiato, ora non è semplice sito dinamico ma un sito joomla. Balza agli occhi uno stile alquanto familiare, ebbene sì è proprio ciò che sembra ed è tutto merito dell’adriano a cui rivolgo un grazie a caratteri cubitali!
Per quanto riguarda i contenuti, ci sto lavorando. Ho intenzione di portare in linguaggio internazionale i migliori articoli di questo blog, e tenermi wordpress per prove e spazzatura in italiano, ma è tutto in fase di assestamento e, essendo appunto hobby, procede molto a rilento.

Concludo con un GRAZIE 1000 maiuscolo e grassetto per adriano autore del sito obliquo.net, un invito a visitare il sito con lo stupendo template per joomla deelab.org ed un saluto a tutti gli arcieri che ci conoscono, che usano il nostro repo e che semplicemente sanno che esistiamo.

Cheers.

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