L’altro giorno c’è stato il cambio dell’ora, questo è un problema ricorrente per i sistemi *nix, cosa che per anni (che si traduce in 5-6 volte non di più) ho sempre rimandato semplicemente modificando l’orario del bios ed usando localtime nell’installazione.
Oggi parlando per caso su irc si parla del problema, quindi ho deciso di vedere bene su come regolare l’orario in modo che se la sbrighi da solo da oggi in poi fino alla fine dei suoi giorni, spero di aver risolto. Link al wiki.
Prima di tutto:
$ grep CLOCK /etc/rc.conf
# HARDWARECLOCK: set to "UTC" or "localtime"
HARDWARECLOCK="UTC"
$ grep ntpd /etc/rc.conf
DAEMONS=(... ntpd ...)

poi:
# /etc/rc.d/ntpdate start
# /etc/rc.d/ntpdate stop
# hwclock --utc
# hwclock --systohc

Finish, vedere hwclock e date che danno lo stesso e corretto orario non ha prezzo, per tutto il resto c’è Mastercard.
$ hwclock && date
lun 01 nov 2010 18:54:05 CET -0.093955 secondi
lun 1 nov 2010, 18.54.05, CET

 

Ci smadonnavo da un po, se col vecchio gdm era un gioco da ragazzi da quando è arrivato il nuovo gdm è diventato un dito.
L’ultima frontiera di tentativi era con lo script inserito come voce di menu per essere agilmente clickato all’avvio
$ cat .OBmio
( openbox --replace & ) && sleep 1 && xcompmgr &

decisamente poco elegante pratico e abbastanza brutto, però funzionale.

Stamattina ho provato slim, con questo .xinitrc
exec ck-launch-session openbox-gnome-session
e qualcosa presa da Marinz circa slim.conf da questo articolo qui.

Tutto qui, con slim ho risolto tutto in un lampo, cosa che non riuscivo proprio con gdm.

 

Dopo tanto lavoro prove e sbattimenti vari abbiamo il primo rilascio ufficiale di ckit!
Ringrazio Luca ‘Nss’ e Giovanni ‘voidnull’ per l’insostituibile contributo, e per aver creduto nel progetto.
Il lavoro non è certo finito, anzi ora viene il bello, appena ho tempo libero devo aggiungere alcune nuove funzioni e ristrutturarne altre. Sarà dura ma si tirerà avanti. Alla prossima!

 

Ieri l’annuncio ufficiale, unarch è agibile!

 

Con la 0.2 di ckit sono state introdotte novità, la principale è il client ftp in ruby fatto da Nss che ha portato ad una conseguente modifica delle interfacce pubbliche e private relative all’accesso remoto, è stato finalmente eliminato il fantomatico glob rm, ed infine alcuni piccoli ritocchi al codice ed ai messaggi.
Con la 0.3 è tutt’altra storia, ho separato il config! Oltre al client ftp di zio Nss ora si può tenere una volta per tutte in santa pace i dati. Venendo da 0.2 bisogna cancellare .ckit e rifarla con la nuova, non sono previste altre modifiche.

Parallelamente a questo progetto ne sto portando avanti un secondo, un repo. L’idea fondamentale è creare un repo che sia ospitato su un server che dia la possibilità di creare account, ed a questo ha risposto il server di Nss dandomi subito 3 giga di spazio. Io personalmente sto mettendo qualche pacchetto per i686, l’idea è sempre offrire supporto alle versioni di sviluppo e le intenzioni sono di avere non più di 3-4 sviluppatori. Il repo l’ho temporaneamente chiamato unarch, dove “un” sta per unofficial. Diciamo che un repo a volte può suonare come tentativo di accaparrarsi gloria personale, e l’idea di ospitare il repo sul mio sito non mi piaceva tantissimo proprio per questo motivo. A me interessa proprio offrire supporto non guadagnare (anche perché tecnicamente il repo è una pura sanguisuga, non da ne guadagno pagerank ne tanto meno adsense), era da un pò che mi frullava l’idea di poter creare qualcosa di sbrandizzato, ed ecco ora che viene Nss con il suo server e mi da spazio ed account.
Per ora è da considerare solo un’anteprima, a breve arriveremo sul forum con le coordinate, e sarà comunque una prova. Nel caso il repo si mostrerà utile ed utilizzato, allora e solo allora si potrà procedere con l’acquisto di un dominio che punti sul server di Nss.
Per ora vorrei sapere cosa ne pensate del progetto, per lo meno vorrei sapere cosa ne pensano gli interepidi che si affidano al repo deelab gia, ma anche tutti gli altri, e vorrei un pò capire se l’idea parte moribonda oppure se piace a qualcuno. Vorrei radunare i maggiori repo italiani in un unico indirizzo, ed il tutto in maniera stand alone da siti personali. Qui il movente non è la gloria ma qualcosa che possa in qualche modo aiutare gli arcieri, penso personalmente che sarebbe utile poter avere un repo dove pescare qualche versione di sviluppo senza perdere tempo per compilarla.
Attendo commenti, spero che il post non resti nel chiaroscuro senza commenti perché sarebbe stato solo inutile averlo scritto. Perlomeno sforzatevi di scrivere “no, è una cosa inutile non lo seguirò mai” se non siete d’accordo.
Chiudo con un mega ringraziamento ad Nss per tutto quello che ha fatto, grazie lo stesso anche nel caso di fallimento del progetto. Saluti.

 

$ echo Hello World dal mio nuovo $(uname -p)!
Hello World dal mio nuovo Pentium(R) Dual-Core CPU E5300 @ 2.60GHz!

Computer nuovo, vita nuova? No! Computer nuovo, installazione vecchia!
Ci sono rimasto abbastanza stranito quando al primo boot configuro il bios salvo e reboot, faccio per prendere il cd per la nuova installazione di arch, ma come sempre accade, non faccio in tempo a mettere il cd fisicamente nel lettore che mi parte il boot dal disco fisso: arriva grub, poi inizia con il sistema pian piano i demoni e poi magicamente lo Gnomo con tanto di gkrellm funzionante senza aver toccato minimamente nulla. Ho solo riconfigurato alsa per usare la nuova scheda audio ad 8 canali integrata (asus sei una bomba!) ed ho sistemato xorg per la nuova scheda video nvidia 220GT. Quanto alla cpu, è un semplicissimo dual core serie E ma i benchmark fatti sono molto promettenti, la mia macchina è sopra la metà classifica, calcolando che in cima c’è un quad core direi di ritenermi pienamente soddisfatto. 200 euro ben spese!
Alla prossima ;)

 

Per varie ragioni ho dovuto travasare i dati da un disco all’altro. In realtà ho il controller sata sulla mobo che è difettato e mi da non poche noie, è successo che l’altro giorno proprio non voleva sapere di bootarmi il sistema da sata così ho deciso di travasare i dati su un vecchio ide (nel frattempo avevo reinserito pata tra gli hooks in mkinitcpio per avere root su ide).
Quindi impostato nel bios di prendere prima ide e poi sata e collegato il disco ide, accendo e booto la live (qui avevo la 2008 06) che mi vede sda disco ide di destinazione, ed sdb disco di origine.
Con il setup di arch creo le partizioni, 15 giga di root in cima, 1 giga di swap alla fine e tutta la home in mezzo, quindi esco senza completare. Dopodicché:
mkdir /mnt/old
mkdir /mnt/new
mount /dev/sda1 new
mount /dev/sdb1 old
cd /mnt/old
cp -axv ./ /mnt/new

Ripetuto lo stesso con la home resta da installare grub in sda (o hd0) per metterlo in mbr. Da live scazza, quindi smonto /mnt/old e chrooto /mnt/new per installare grub:
umount /mnt/old
mount -o bind /dev /mnt/new/dev
mount -o bind /proc /mnt/new/proc
chroot /mnt/new
source /etc/profile
grub-install /dev/sda

Correggo le partizioni in fstab e menu.lst di grub, quindi esco da chroot smonto e reboot.
Al riavvio mi diceva l’ultimo mount è stato fatto nel futuro control d o dammi la password del root per agire, all’inizio davo control d ma al riavvio avevo la stessa schermata ed il blocco al check, ho rebootato la live per fare il check a mano. Fixo booto il disco fisso ma ancora e ancora la schermata ed il check che non supera per colpa del mount nel futuro. Quindi cosa faccio, siccome in layout us è dura scrivere una password con caratteri ascii ho spostato l’ora del bios di un anno avanti ho bootato di nuovo è partita l’installazione da disco fisso ho cambiato la password del root usando solo lettere (ed ho impostato localtime in su HARDWARECLOCK in rc.conf perché usavo UTC), ho spento ho regolato la data nel bios ed ho rebootato. Alla solita schermata del check fallito ho dato la password del root evvia check a mano sia su root che home (entrambe ext3) ed è andato a buon fine.
Dall’installazione avviata ho dato un pacworld per correggere eventuali programmi con file corrotti (e ce n’erano) per correggere gli errori nella copia dell’installazione.

Bòn, questo è quanto. Saluti.

 

Da considerare deprecata la pagina su googlepage, ckit è tornato a casa e lo ospito direttamente io qui.
Sistemate cosucce ed introdotta la versione. È in prova da una settimana rispetto alle ultime funzioni aggiunte e pare vada bene, posso dire che si può iniziare a pensare alla fusione con repoman.

Come non saprete, ckit è un lavoro sperimentale quasi una scommessa che io ho fatto con delle idee che avevo e che ho maturato durante lo sviluppo di repoman, ma che ho iniziato a mettere in pratica senza alcun traguardo od ambizione nei momenti morti. Con il tempo l’idea si è raffinata fino a diventare senza nessuna aspettativa, un bello scriptino funzionale e pulito, imho nella filosofia arciera. È un progetto nato per morire però, nel caso fosse andato bene si avrebbe potuto iniziare a parlare di fusione con repoman, nel caso fosse andato male sarebbe rimasto li e cancellato.

Perché non fate domani la fusione? La risposta è semplice, ckit ha forse troppe interfacce pubbliche, siccome non ho tanto tempo da dedicargli e non mi sono mai messo con carta e penna a perdere le giornate per capire come migliorargli l’usabilità lato utente (certo sempre utente-sviluppatore non utente-utonto), lo studio durante l’utilizzo cercando di capire se questo lo facessi così come verrebbe? Vi dirò di più questo script è stato fatto praticamente a runtime, tutte le sue funzioni sono state scritte un minuto prima di usarlo e anche durante, e poi raffinate nei giorni successivi con correzzioni semantiche e pulizia del codice. Sapete benissimo che in bash puoi fare una cosa in mille mila maniere e c’è sempre una strada più pulita per fare qualunque cosa, bisogna solo mettersi a pensare un pò. È questo il lavoro che faccio quando dico “lo tengo in prova per una settimana”, altro non è che guardare il codice e farsi venire idee su come si potrebbe migliorare, sempre nei momenti morti che può essere mezz’ora la mattina dopo le 12 oppure un’oretta la sera dopo le 8, a seconda che abbia allenamenti di boxe o no. Dico questo per giustificare la qualità e la lentezza nello sviluppo.

Detto ciò penso che il post sia completo, dalla pagina del progetto su deelab c’è qualche altra spegazioncina. Se notate strafalcioni di inglese datemi voce, avevo chiesto ad alcuni amici di darci una letta ma pare che stavolta nessuno abbia avuto tempo libero (il che rispecchia esattamente le mie richieste).

 

Da una settimana il sito deelab.org è cambiato, ora non è semplice sito dinamico ma un sito joomla. Balza agli occhi uno stile alquanto familiare, ebbene sì è proprio ciò che sembra ed è tutto merito dell’adriano a cui rivolgo un grazie a caratteri cubitali!
Per quanto riguarda i contenuti, ci sto lavorando. Ho intenzione di portare in linguaggio internazionale i migliori articoli di questo blog, e tenermi wordpress per prove e spazzatura in italiano, ma è tutto in fase di assestamento e, essendo appunto hobby, procede molto a rilento.

Concludo con un GRAZIE 1000 maiuscolo e grassetto per adriano autore del sito obliquo.net, un invito a visitare il sito con lo stupendo template per joomla deelab.org ed un saluto a tutti gli arcieri che ci conoscono, che usano il nostro repo e che semplicemente sanno che esistiamo.

Cheers.

 

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