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TAG | howto

apr/09

15

avidemux mov to avi

Caricato il mov su avidemux si andrà a selezionare una codifica video di MPEG-4 ASP Xvid4 o lavc, e codifica audio MP3 (LAME). Si potranno configurare entrambi o lasciarli al default e dopo aver selezionato AVI come formato di uscita si andrà a salvare con nome aggiungendo l’estensione avi al nome del file. Fin qui abbastanza indolore.
Il problema sorge ora, nel caso di errori di tipo “Encoder initialization failed – Not activated” seguito da “Error initializing audio filters” si dovrà riprendere Filtri sulle impostazioni audio ed attivare il ricampionamento provando a darne uno più basso come 16000Hz.
Quindi ripetere il salva con nome e lasciar lavorare.

Veniamo a qualche tips & tricks: prima di salvare si può provare a configurare l’elaborazione del video. Abbiamo una o due passate. Per questi mov ho selezionato tre opzioni: “Interlacciato”, “Flusso di bit compresso” e “Ottimizzazione Croma”, e poi ho dato “stesso quantizzatore dell’input” ad una passata notando un bitrate di circa 700 e rotti kb/s.
Ho ripetuto l’operazione con due passate scegliendo un bitrate medio di 700kb/s ottenendo sia circa le stesse dimensioni del file precedente che la stessa qualità. Rispetto al mov ho solo notato l’immagine più sgranata ma da 35MB di dati siamo scesi ad appena 3.8MB quasi 10 ad 1.
Ho notato che si può smanettare con i filtri video ma qui la cosa si fa complessa.

EDIT: ho ricodificato tutti i miei video utilizzando il codec x264, ottima qualità specialmente nei dettagli viso, come occhi e sopracciglia, o anche dettagli sfondo. Il video rimane limpido quasi pari all’originale. Quindi mi sono stabilizzato con questo codec usandolo con passata singola e quantizzatore qualità (media).

Saluti.

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feb/09

9

foremost

Cosa fare una domenica sera quando la tua ragazza non vuole uscire, gli amici stanno impegnati nel guardarsi il calcio e tu sei stato gia tutto il pomeriggio a studiare che non vuoi far più niente?
Ecco un modo come passare questa serata inutile: foremost.

Foremost is a console program to recover files based on their headers, footers, and internal data structures. This process is commonly referred to as data carving. Foremost can work on image files, such as those generated by dd, Safeback, Encase, etc, or directly on a drive. The headers and footers can be specified by a configuration file or you can use command line switches to specify built-in file types. These built-in types look at the data structures of a given file format allowing for a more reliable and faster recovery.

L’ideale è applicarlo su penne e recuperare lavori erroneamente cancellati ma anche farsi due risate nel vedere tipicamente immagini strampalate passate per il dispositivo chissà quanto tempo fà. Io per esempio ho trovato una foto di panzone in costume da bagno che non so ne chi sia, ne tantomeno come cavolo ci è finito sulla mia penna rotfl.
Usarlo è abbastanza semplice: smontare la partizione (se montata) ed avviare
$ foremost /dev/quelcheè -T
OCCHIO: se leggete “Processing: stdin” non sta lavorando sul device indicato.

Per arch lo trovate su AUR ma sembra che ci siano noie, a volte va avviato da root (poi tocca chown -R ~/output*). Saranno problemi di PKGBUILD?
Un salutone al mio amico RockSeeker per avermi detto come passare quell’inutile serata :D

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mag/08

9

office 2007

SI …. PUO’ …. FAREEE !!!!

installing-microsoft-office-2007-using-wine

btw risparmiatemi le critiche sull’utilità, io uso regolarmente openoffice ma nel caso si necessiti il dover assolutamente conservare ogni tipo di formattazione allora è utile come ruota di scorta. Ho creato anche un pdf con la documentazione offerta dall’autore, nel caso non dovesse essere reperibile lasciate un commento e la pubblico.

A special thanks to http://menelkir.wordpress.com ;)

Alla prossima.

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nov/07

7

conky per osx: geektool

il geektool corrisponde al tanto amato conky che c’è per linux.
come tale, esegue comandi di shell con refresh variabile.
linko alcuni blog utili da cui ho preso e modificato gli script: pseudotecnico e keynote2keynote.

infine propongo gli script che ho deciso di adottare sul mio macbook.

uptime: oltre che fornire il tempo di uptime della macchina, fornisce indicazioni sullo stato di utilizzo della ram, cpu, e hdd.

uptime | awk '{print "UPTIME : " $3 " " $4 " " $5 " " }';
top -l 2 | awk '/CPU usage/ && NR > 5 {print $6, $7=":", $8, $9="user ", $10, $11="sys ", $12, $13}';
top -l 1 | awk '/PhysMem/ {print "RAM : 1024M tot = " $8 " used + " $10 " free." }' ;
df -h | grep /dev/disk | awk '{print "HDD : " $2 " tot = " $3 " used + " $4 " free." }'

refresh: 30

topx: mostra lo stato dei processi in esecuzione.

top -ocpu -FR -l2 -n20 | grep '^....[1234567890] ' | grep -v ' 0.0% ..:' | cut -c 1-24,33-42,64-77

refresh: 10

cal: un calendario con indicazione giorno corrente.

cal | sed "s/^/ /;s/$/ /;s/ $(date +%e) / $(date +%e | sed 's/./#/g') /"

refresh: 500

[ PS: aggiornerò il post non appena adotterò o cambierò i miei script ]

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ago/07

27

cvsup on freebsd

un ottimo modo per tenere il sistema aggiornato.
che cosa è il cvsup?

per l’installazione ho seguito questa guida presa dal gufi (gruppo utenti freebsd italia):
http://plone.gufi.org/documenti/cvsup-howto

non serve aggiungere altro.

ad ogni modo faccio un riassuntino breve breve:
#whereis cvsup-without-gui
#cd /usr/ports/net/cvsup-without-gui/ && make install clean
#mkdir /usr/local/etc/cvsup
#cp /usr/share/examples/cvsup/ports-supfile /usr/local/etc/cvsup/
#cp /usr/share/examples/cvsup/doc-supfile /usr/local/etc/cvsup/
#cp /usr/share/examples/cvsup/stable-supfile /usr/local/etc/cvsup/

poi
#edit /usr/local/etc/cvsup/ con i 3 file copiati sostituendo questa riga:
*default host=CHANGE_THIS.FreeBSD.org
con questa:
*default host=cvsup.it.FreeBSD.org

torno su stable:
#edit /usr/local/etc/cvsup/stable-supfile
commento questa riga:
# *default release=cvs tag=RELENG_6
aggiungo questa sotto:
*default release=cvs tag=.
il . significa HEAD, è il branch principale di sviluppo.

in fine
#edit /etc/make.conf
(se non c’è va creato) ed inserire queste righe
SUP_UPDATE= yes
SUP= /usr/local/bin/cvsup
SUPFLAGS= -g -L 2
SUPHOST= cvsup.it.FreeBSD.org # sempre seguendo l’esempio di prima
SUPFILE= /usr/local/etc/cvsup/stable-supfile
PORTSSUPFILE= /usr/local/etc/cvsup/ports-supfile
DOCSUPFILE= /usr/local/etc/cvsup/doc-supfile

ora basta solo
#cd /usr/src
#make update
per ottenere sistema e ports e doc aggiornati.
oppure
#cd /usr/ports
#make update
per l’albero dei ports solo.

nel mio caso avendo aggiornato all’ultima versione attuale in fase di test, la 7.0, e provenendo dalla 6.2 è preferibile reinstallare i ports presenti.

ho deciso di usare come branch HEAD poichè di recente sono state attuate importanti modifiche per ambienti sparc.

\0

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giorni fa ho installato il freebsd 6.2 su una sun ultra 5, processore sparc64 da 380mhz e 256mega di ram.
memo: …/mini-howto-freebsd-su-sun-ultra-5/
beastie
oggi si fa qualche passo avanti, vediamo di far resuscitare questa macchina.
prima di tutto ho permesso l’accesso in ssh al root. di default è negato.
ho modificato in /etc/ssh/ssd_config la riga PermitRootLogin yes decommentandola.

fatto questo me ne torno buono sulla mia macchina e “accendo” l’ssh col putty.

quindi: #adduser
inserisco lo user creato nel gruppo wheel per poter usare il su con l’user. vedere qui

mi tocca modificare /etc/fstab dato che ho aggiunto un altro hdd.
ho pensato di spostare il cdrom sul secondary slave e usare i 2 master primary e secondary per i 2 hdd dove quello da 8giga contiene solo il sistema operativo e il nuovo un diamondmax20 da 160giga vergine nuovo nuovo conterrà i dati.

una controllata veloce al cdrom: mount -t cd9660 /dev/acd0 /mnt/cdrom/
e controllo che il cdrom non faccia problemi, ok tutto ok.

ora passo all’hdd: a quanto pare qui ci sono ad0 e ad1.
in breve freebsd si nomina gli hdd in modo univoco a seconda della loro posizione lungo i canali eide. ad0 si trova al primo posto sul primary master, ad1 sul secondary master, ad2 sul primary slave e suppongo ad3 sul secondary slave.
io ho preferito tenermi gli hdd sui 2 master del primary e secondary eide.

creo la partizione per l’hdd ad1.
utilizzo sysinstall seguo una standard installazione e creo giusto un filesystem con tutto lo spazio disponibile.
ecco una guida ufficiale.
una volta partizionato con ufs2 lo inserisco nella mia fstab:
/dev/ad1d /dati/ ufs rw 2 2

ora il sistema è funzionante e non ho nessuna intenzione di utilizzare un DE.
passo alle applicazioni da adottare. questo lavoro va fatto con i ports.
ci sono 2 strade da seguire: sysinstall oppure portsnap.
per sysinstall qui c’è un mini how-to.
per portsnap la prima volta si esegue portsnap fetch extract
successivamente portsnap fetch update.

creato l’albero dei ports il lavoro è finito:
whereis amule2, mi sposto nella cartella in cui è e quindi
make install clean
come volevasi dimostrare il primo tentativo è fallito.
errore nelle opzioni settate.
quindi:
make deinstall
make clean
make config
disattivo 2 opzioni che richiedono espressamente (+GUI)
e di nuovo make install clean

stavolta è andato tutto bene, amuled è pronto per essere settato ed eseguito.
prossimamente pubblicherò un articolo su come ho settato amuled.
enjoy

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